26 Mag 2017

ci capita spesso di ricevere chiamate da clienti che non riescono a distinguere le api dalle vespe, vediamo come fare!

È la domanda più comune alla quale ci troviamo a rispondere: come faccio a capire se sono api o vespe?

Ecco alcune indicazioni che possono aiutare per distinguere i due insetti.

punture-vespe

Insetti che vivono in società

Appartenenti alla classe degli Insetti, api e vespe sono molto simili, sia per l’aspetto sia perché entrambe le famiglie di cui fanno parte sono organizzate in vere e proprie società, complesse e rigidamente regolate. In particolare le api sono attive collaboratrici dell’uomo fin da tempi molto lontani, grazie alle benefiche e utili sostanze che producono e alla loro opera di fertilizzazione delle piante da frutto. Come già aveva quasi intuito il grande filosofo greco Aristotele, esse sono capaci di scambiarsi informazioni altamente precise grazie a un sistema di comunicazione molto complesso

Classi, ordini e famiglie

Le vespe e le api fanno parte della classe degli Insetti, dell’ordine degli Imenotteri, del sottordine degli Apocriti e della sezione degli Aculeati. Per quanto riguarda le famiglie, invece, vespe e api si distinguono: le vespe appartengono a quella dei Vespidi, che presenta a sua volta numerose sottofamiglie, delle quali sono molto comuni tra noi le polistine e le vespine; tra le polistine la specie più nota è Polistes dominulus, mentre tra le vespine annoveriamo il calabrone, Vespa crabro. Le api appartengono invece alla famiglia degli Apidi. All’interno di questa, Apis mellifica ligustica è la razza italiana, la più allevata dagli apicoltori nel mondo.

A ciascuno il suo!

Come si fa a distinguere una vespa da un’ape? Il loro aspetto è tutto sommato simile: una famiglia è caratterizzata da un corpo liscio a strisce nere e giallo oro, un’altra da un corpo peloso a strisce sempre nere e gialle, anche se di un giallo più cupo che trascolora nell’ocra. Ma per capire con sicurezza se si tratta di una vespa o di un’ape basterà fare attenzione al loro comportamento. Se le osserviamo mentre volano in prossimità di un mercato o di una tavola imbandita, infatti, noteremo che gli insetti lisci e giallo oro ‒ vale a dire le vespe comuni ‒ bazzicano su frutta, carne, dolci e bevande gassate, in quanto sono onnivori e dotati di mandibole; gli insetti pelosi e a riflessi ocra ‒ le api‒, che sono capaci solo di suggere e che hanno una dieta a base di zucchero, le vedremo trafficare invece soltanto su sostanze dolci liquide o semiliquide. In natura, infatti, tutti gli insetti appartenenti alla famiglia dei Vespidi sono cacciatori di altri insetti, che catturano e masticano per farne il nutrimento delle loro larve, mentre le api, appartenenti alla famiglia degli Apidi, si nutrono di sostanze zuccherine raccogliendo il nettare e il polline sui fiori.

Società simili, ma con qualche differenza

Le vespe e le api sono insetti sociali (società animali), il che significa, tanto per cominciare, che vivono in gruppo e che gli individui che ne fanno parte assolvono compiti diversi. Sia tra le vespe sia tra le api troviamo una sola femmina fertile, detta regina, che provvede alla riproduzione deponendo le uova, mentre tutte le altre, le cosiddette operaie, sono sterili e sono destinate a svolgere i lavori necessari alla vita della società: dall’incetta di cibo all’allevamento delle larve, dalla pulizia del nido alla sua difesa dai nemici, e così via. I maschi delle api si chiamano fuchi e costituiscono una presenza temporanea: compaiono a un certo momento della stagione, fecondano la regina e dopo vengono scacciati o uccisi dalle operaie, come nell’antico mito delle Amazzoni.

La differenza cruciale tra la società delle vespe e quella delle api consiste nel fatto che la prima è annuale ‒ viene infatti fondata in primavera per dissolversi in autunno e ricominciare da capo l’anno successivo ‒ mentre la società delle api è poliannuale e, in teoria, potrebbe durare per sempre, anche se ogni anno viene cambiata la regina.

Ora che abbiamo capito qual è la differenza fra api e vespe possiamo concentrarci su come reagire ad un loro attacco e cosa fare in caso di puntura.

fonte: treccani.it

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 122 Media: 3.1]