10 Dic 2021

Può accadere che i termini “ratti” e “topi” vengano erroneamente considerati sinonimi, mentre in realtà ci troviamo di fronte a due specie animali molto diverse sia per aspetto, che per dimensione, che per abitudini. Entrambi, sfortunatamente, possono rivelarsi dannosi se proliferano all’interno o nei pressi di edifici di qualunque genere, specialmente perché tra le caratteristiche che questi roditori hanno in comune vi è l’incredibile capacità di adattarsi all’ambiente che li circonda.

Imparare a distinguere le principali differenze tra ratti e topi è quindi il primo passo per riconoscere i segnali di una possibile presenza ed, eventualmente, mettersi in contatto con i nostri specialisti in caso di infestazione. Vediamo quindi di illustrarle in modo pratico e facilmente comprensibile.

Cos’hanno in comune topi e ratti

A parte la loro appartenenza alla specie dei roditori, ratti e topi hanno soltanto alcune caratteristiche comuni. Tra queste vi è soprattutto la presenza di una tipica coppia di incisivi a livello della mascella superiore, della lunga coda e delle zampe corte.

I ratti più conosciuti e diffusi sono il ratto grigio o comune (Rattus norvegicus) e il ratto nero, chiamato anche ratto dei tetti o delle navi (Rattus rattus). Per quanto riguarda invece il classico topo (Mus domesticus), si tratta di un animale che conta moltissime sottospecie (la più conosciuta è quella del topolino di campagna), praticamente indistinguibili tra loro a livello estetico.

Le principali caratteristiche dei ratti

Rispetto ai topi, i ratti si presentano tipicamente più grossi in termini di struttura fisica, e più lunghi (dai 16 ai 40 centimetri). Il corpo è di colore chiaro sulla pancia e grigio, nero o bruno sul dorso. La coda è più corta rispetto alle dimensioni del corpo e priva di peli, le orecchie sono piccole, molto pelose e dalla punta smussata. Questi animali hanno un peso medio variabile tra i 150 e i 300 grammi, e sono caratterizzati da zampe molto grandi.

Rispetto al ratto comune, il ratto nero ha una struttura fisica decisamente più esile, con la coda più lunga del corpo e il muso dalla tipica forma affusolata. Il ratto nero cerca posizioni elevate per creare i propri nidi, mentre quello comune preferisce restare vicino al terreno.

Altre caratteristiche tipiche dei ratti includono la testa più grande del corpo, il naso arrotondato, la coda spessa, e le abitudini alimentari onnivore.

Per quanto riguarda i loro habitat, questi roditori tendono a prediligere zone silenziose e possibilmente con presenza d’acqua: non è quindi casuale che, nei centri abitati, trovino rifugio nelle fogne. Possono però proliferare anche in presenza di porti e zone litorali, ma anche in cunicoli di vari tipi o semplicemente sul terreno.

I ratti bevono molta acqua (dai 15 ai 60 millilitri al giorno) e necessitano dai 15 ai 30 grammi di cibo su base giornaliera. Danno alla luce dai cinque ai dieci cuccioli per parto, per un totale di parti annui variabile tra i tre e i sei.

I ratti producono feci molto caratteristiche, a forma di banana e di lunghezza tra i 10 e i 20 millimetri.

Le principali caratteristiche dei topi

Rispetto ai ratti, i topolini hanno una mole decisamente più piccola: pesano infatti dai 12 ai 45 grammi e hanno una lunghezza che oscilla tra i 3 e i 10 centimetri. Nonostante la minuscola stazza possa farli sembrare cuccioli di ratto, si tratta in realtà di animali molto diversi, con orecchie grandi e coda più lunga rispetto al corpo, coperta di peli. Il naso è appuntito, il muso arrotondato e le zampe sono proporzionate alla struttura.

Diversamente dai ratti che sono onnivori, i topolini sono invece vegetariani e si nutrono essenzialmente di cereali, semi e piccoli frutti. Hanno inoltre bisogno di molta meno acqua: circa 3 millilitri al giorno sono per loro più che sufficienti.

Per quanto riguarda i loro habitat, preferiscono nidificare in tane scavate nel terreno, preferibilmente in aree verdi, ma sono anche ottimi arrampicatori, tanto da poter percorrere rapidamente e con grande agilità anche superfici totalmente verticali come pareti e alberi.

I topi comuni possono portare a termine sette/otto parti all’anno, ciascuno dei quali produce nidiate di cuccioli di numero variabile, di norma dai quattro ai sedici.

Le loro feci sono anch’esse molto diverse da quelle dei ratti, poiché caratterizzate da un’estremità appuntita e da una dimensione minuscola, pari a soli 1-2 millimetri.

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